Franco Carpineti nasce a Genazzano (Roma) il 12 settembre 1924. Nel 1956 partecipa a Cagliari al primo corso Allievi Allenatori tenutosi in Sardegna (istruttore : Nello Paratore).. Dal 1957 al 1969 allena la prima squadra del GS Aquila Cagliari, che porta dalla I Divisione alla serie D interregionale (l’attuale C1).

Nel 1961 partecipa con successo al Corso Allenatori di Brindisi (istruttori : Pentassuglia, Costanzo, Pesce). Nel 1965 partecipa al I corso Istruttori Nazionali Minibasket a Chiavari. Nel 1968, sempre a Chiavari, è istruttore al II corso Istruttori Nazionali Mini Basket, insieme a Taurisano e Barbuti. Nello stesso anno partecipa coi nati nel 1953 alle Finali Nazionali Allievi a Porto S.Giorgio, dove la squadra ottiene un lusinghiero 6° posto; analogo piazzamento viene ottenuto l’anno seguente alle Finali Nazionali Juniores a Forlì. A partire dalla seconda metà degli anni ’60 partecipa a vari clinic internazionali organizzati dalla FIP;

in particolare a Roma, Roseto degli Abruzzi, Bologna, Forlì, Firenze e Torino, riveste il ruolo di coordinatore degli allenatori presenti. Nel 1969 partecipa al I corso per allenatori europei di basket a Macolin (Svizzera). Nel 1971 ottiene la tessera di Allenatore Nazionale. Dal 1970 al 1979 allena le formazioni giovanili del Brill Cagliari, rivestendo inoltre il ruolo di assistente allenatore prima di Howie Landa e poi di Carlo Rinaldi nella prima squadra partecipante al Campionato Nazionale di A1. Dal 1980 al 2005 allena nel settore giovanile della S.S. Esperia Cagliari; in particolare, con la squadra dei nati nel 1967 ottiene un 4° ed un 3° posto rispettivamente alle finali nazionali Ragazzi (Battipaglia 1991) ed Allievi (Cagliari 1992). Dal 1958 al 1995 è presidente del CNA regionale della Sardegna, dove tiene innumerevoli corsi per Allievi Allenatori in tutte le parti dell’isola. È promotore e realizzatore del I Camp Estivo per giovani giocatori di basket e per istruttori di settore giovanile, tenutosi a Cagliari negli anni 1973-74-75. Nel 1981 e nel 1992 partecipa in qualità di direttore al centro di selezione nord per giocatori Juniores. Riveste l’incarico di direttore in occasione di numerosi corsi CNAG di 1°, 2° e 3° livello. Nel 1997 viene nominato Allenatore Benemerito dal Presidente della FIP Giovanni Petrucci. LA TESTIMONIANZA DI MICHELE BOERO

Ho conosciuto Franco Carpineti (“il signor Franco”) nel 1975, l’anno in cui iniziai a giocare a basket.

Il signor Franco è sempre stato un personaggio.

Fumava la sigaretta col bocchino durante le partite; non avendo, per sua scelta, preso la patente, girava per Cagliari con una Lambretta col doppio sedile, munito di un paio di occhialoni da corridore d’auto d’epoca (la Lambretta fu poi sostituita da un più moderno “Vespone” verso la metà degli anni ’80). Chiamava i suoi giocatori con gli epiteti più incredibili; tutt’oggi alcuni stimati professionisti che un tempo furono suoi allievi, vengono ancora chiamati con il soprannome che lui aveva loro assegnato (Gheddafi, Moviola, Asdrubale, Geppetto, Eta Beta, Giraffa, Nonna Abelarda, Candela, etc.).

Un giorno ad un ragazzo che si chiamava Morgan, disse che sicuramente suo padre doveva essere stato un grandissimo pirata…

Durante gli allenamenti assestava terrificanti “pappine” nel collo o nel retrocoscia agli incauti che si distraevano; ma alle sue “vittime” (ed il sottoscritto è tra questi) offriva subito dopo il conforto di un incoraggiamento, di un “bravo”, di una qualche gratificazione che immediatamente restituiva loro il sorriso e soprattutto il piacere di stare dentro un campo da basket.

A Cagliari tutti gli istruttori della mia generazione e di quella precedente si sono formati sotto i suoi insegnamenti : la cura del gesto tecnico, l’importanza del passaggio, l’1c1 con palla e senza palla.

E che dire dei suoi mitici “cartelloni”?

Già, perché il signor Franco è anche un’artista; non solo quadri, ma anche cartelloni con illustrazioni fantasmagoriche che coloravano i muri delle palestre delle società dove lui allenava.

Una sua composizione (una simpaticissima pergamena) è appesa anche nello studio di casa mia: me la regalò il giorno della mia festa di laurea, e fu per me uno dei regali più belli tra i tanti che ricevetti in quell’occasione.

E ancora, le mitiche pastasciutte che preparava per le nostre “picchettate” : piatti prelibati preparati con ricette segrete, mai svelate ad alcuno; durante quelle sere, finita la cena, noi (allora) giovani allenatori ci sedevamo attorno a lui ed ascoltavamo incantati i suoi racconti della pallacanestro dei tempi “in cui Berta filava…”

È veramente un grande maestro : ma guai a chiamarlo “professore”; lui i professori li ha sempre detestati, e la solita pappina, accompagnata da uno o più epiteti non proprio da educanda rappresentavano il giusto compenso per chi osava chiamarlo in quella maniera. Ed è per questo che, quando in società arrivava un ragazzo nuovo accompagnato dal genitore, noi giovani serpenti li indirizzavamo da lui, raccomandando al papà (alla mamma no, perché c’è un limite a tutto), di rivolgersi al “Professor Carpineti”; poi ci nascondevamo dietro il canestro per goderci la scena…

Fino a due anni fa, alla tenera età di 81 anni, era ancora sui campi da basket in maglietta e calzoncini a dispensare preziosi consigli a giocatori ed istruttori.

Oggi il signor Franco si dedica ai suoi quadri, ma si tiene sempre informato sull’andamento della pallacanestro locale e nazionale.

E, se qualcosa non gli va a genio, non usa certo metafore per farlo capire al suo interlocutore…