LA TESTIMONIANZA DI SILVIO BERTACCHI

Il prof. Fassi, un mito. Lo conobbi al Corso Aspiranti Allenatori da lui presieduto nel 1966, alla “Forza e Coraggio”. Poi fu solo Fassi. Andavo a vedere tutti i suoi allenamenti (la miglior didattica mai vista nella mia vita).

Mi iscrissi all’ISEF, già venticinquenne, lasciando un lavoro sicuro. Il mio povero papà, già vedovo, rimase costernato, morì quattro anni dopo.

Tutti i giocatori da lui plasmati erano delle pitture sui fondamentali cestistici.

Quando Rubini si presentava per visionare il settore giovanile, penso che il prof. Fassi soffrisse terribilmente perché, purtroppo, per la legge delle grandi Società e dello Sport, alcuni atleti venivano tagliati; era come se fosse stata imbrattata la tela di un pittore.

Anni dopo ebbi l’onore di allenare le giovanili del Simmenthal nella famosa “secondaria” del Palalido. Ho cercato di imitarlo. Era impossibile riuscirci.

Silvio Bertacchi

IL PROFESSOR FASSI NEL RICORDO DI SANDRO GAMBA

Raggiunto al telefono negli uffici del Centro Studi e Formazione in Psicologia dello Sport di cui è responsabile insieme alla prof. Muzio, coach Gamba ritorna con la memoria ai primi contatti professionali con Emilio Fassi. Siamo alla fine degli anni ’50, Mario Borella lascia l’incarico di responsabile del settore giovanile dell’Olimpia Milano per dedicarsi all’attività agonistica di un’altra realtà cittadina, la Canottieri. Il suo posto è affidato ad Emilio Fassi, che all’epoca già collaborava con il Settore Squadre Nazionali occupandosi della preparazione atletica e che in questa veste continua ad operare anche in vista delle Olimpiadi di Roma del 1960. Nell’occasione la nostra Nazionale si classifica al 4° posto e Sandro Gamba è il capitano di quella storica formazione.

La loro collaborazione prosegue nel settore giovanile del Simmenthal, i cui programmi tecnici sono stesi a “quattro mani”, e Fassi, docente di pallacanestro all’Istituto Superiore di Educazione Fisica dell’Università Cattolica di Milano, inizia a forgiare giocatori del calibro di Masini, Iellini, Brumatti, Cerioni…

Preparazione fisica e precisa conoscenza dei fondamentali sono gli aspetti caratterizzanti la scuola cestistica dell’Olimpia, in cui emerge la figura professionale del prof. Fassi grazie alle sue competenze didattiche, alla profonda conoscenza tecnica e alla pazienza con cui accompagnava i giovani atleti nella loro crescita umana e sportiva; per questo Gamba paragona Fassi al “maestro elementare” che negli anni plasma il carattere dei propri allievi.

I contatti rimasero sempre stretti anche nel passare degli anni: Gamba ricorda di aver spesso ricevuto una telefonata da Fassi al ritorno da qualche competizione della Nazionale, magari per congratularsi, oppure per incoraggiare dopo un risultato negativo, ma “sempre capace di dire qualcosa di importante”.

Raggiunto al telefono negli uffici del Centro Studi e Formazione in Psicologia dello Sport di cui è responsabile insieme alla prof. Muzio, coach Gamba ritorna con la memoria ai primi contatti professionali con Emilio Fassi. Siamo alla fine degli anni ’50, Mario Borella lascia l’incarico di responsabile del settore giovanile dell’Olimpia Milano per dedicarsi all’attività agonistica di un’altra realtà cittadina, la Canottieri. Il suo posto è affidato ad Emilio Fassi, che all’epoca già collaborava con il Settore Squadre Nazionali occupandosi della preparazione atletica e che in questa veste continua ad operare anche in vista delle Olimpiadi di Roma del 1960. Nell’occasione la nostra Nazionale si classifica al 4° posto e Sandro Gamba è il capitano di quella storica formazione.

La loro collaborazione prosegue nel settore giovanile del Simmenthal, i cui programmi tecnici sono stesi a “quattro mani”, e Fassi, docente di pallacanestro all’Istituto Superiore di Educazione Fisica dell’Università Cattolica di Milano, inizia a forgiare giocatori del calibro di Masini, Iellini, Brumatti, Cerioni…

Preparazione fisica e precisa conoscenza dei fondamentali sono gli aspetti caratterizzanti la scuola cestistica dell’Olimpia, in cui emerge la figura professionale del prof. Fassi grazie alle sue competenze didattiche, alla profonda conoscenza tecnica e alla pazienza con cui accompagnava i giovani atleti nella loro crescita umana e sportiva; per questo Gamba paragona Fassi al “maestro elementare” che negli anni plasma il carattere dei propri allievi.

I contatti rimasero sempre stretti anche nel passare degli anni: Gamba ricorda di aver spesso ricevuto una telefonata da Fassi al ritorno da qualche competizione della Nazionale, magari per congratularsi, oppure per incoraggiare dopo un risultato negativo, ma “sempre capace di dire qualcosa di importante”.