Chiunque aderisca all’Associazione “Allenatori Pallacanestro Giovanile” si impegna al rispetto delle regole etiche contenute nel presente Codice Deontologico, la cui finalità non è semplicemente quella di dettare forme di comportamento, ma soprattutto di caratterizzare l’Associazione medesima in termini di mutualità e cooperazione tra gli iscritti, di massimizzare quindi gli atti concreti che possono concorrere alla piena realizzazione degli Scopi sociali definiti nell’articolo 2 dello Statuto.

La libera adesione ad APG comporta l’accettazione e la responsabile attuazione del modello comportamentale suggerito dal presente Codice, che viene ad essere parte integrante dello Statuto.

Nel rispetto delle finalità sociali di APG, fatti salvi i giusti principi morali e professionali che regolano i Diritti, il Codice contempla i Doveri dell’iscritto, trasmessi in norme di comportamento nei confronti di tutte le componenti operative della Pallacanestro e precisamente nei rapporti con i soggetti elencati nei seguenti articoli:

ASSOCIAZIONE E RAPPORTI TRA ISCRITTI E MOVIMENTO

1. Gli associati condividono di favorire lo sviluppo formativo e culturale del movimento attraverso momenti di confronto fra associati e/o allenatori

2. L’adesione ad APG comporta farsi carico della piena realizzazione degli Scopi sociali partecipando alla libera vita associativa, promuovendo l’immagine e l’attività dell’associazione medesima, intervenendo (nei modi e tempi opportunamente regolamentati) alla discussione delle scelte associative, sostenendo le decisioni che la maggioranza degli iscritti o che gli Organi di APG democraticamente eletti prenderanno, per il raggiungimento degli obiettivi associativi.

3. Gli iscritti sono obbligati a rispettare il buon nome di APG, di ogni suo Organo, di ogni sua associata o associato; il reciproco rispetto (sia verso l’esterno, sia ovviamente all’interno) è un caratteristica peculiare della nostra identità sociale, e vincola ciascun associato a:

– non offendere, né insultare, né diffamare, né criticare i colleghi (che siano iscritti o meno ad APG) in qualsiasi pubblico contesto, esprimendosi in termini lesivi delle loro capacità professionali;

– astenersi da qualsiasi comportamento che, in modo diretto o indiretto, possa danneggiare o sfavorire lo svolgimento della attività associativa dei colleghi o comprometterne la carriera professionale, evitando ad esempio la circolazione di informazioni che non abbiano sicuro fondamento;

– prestare collaborazione quando richiesta, nei modi e tempi che ciascuno, in coscienza, riconosce possibili.

RAPPORTI CON GIOCATORI E GIOCATRICI

1. L’associato allenatore deve rispettare i propri giocatori e le proprie giocatrici senza differenza alcuna; il rispetto non ha pregiudiziali, dovute all’età, alla bravura o al tempo di utilizzo, al sesso o alla razza, alle convinzioni religiose o politiche o morali.

2. L’allenatore associato ad APG sarà energicamente impegnato a trasferire all’interno del proprio gruppo sportivo gli ideali di mutualità e collaborazione caratterizzanti la nostra Associazione, proprio perché convinto che essi sono alla base di una corretta educazione sportiva, tale cioè da agevolare la convivenza e facilitare il raggiungimento degli obiettivi sportivi ed agonistici, anche ad altissimo livello.

3. Nell’espletamento della sua funzione tecnico-didattica, ispirata ai principi di equanimità, l’allenatore dovrà porre attenzione al rispetto della personalità individuale. Dovrà quindi dedicare le migliori “cure” agli aspetti individuali e all’evoluzione di tutti gli atleti, evitando discriminanti sia nell’insegnamento tecnico, sia nei rapporti interpersonali.

4. L’allenatore è particolarmente tenuto a coniugare l’aspetto tecnico con quello formativo generale, di cui è parte integrante la sfera ludica.

RAPPORTI CON ARBITRI E UFFICIALI DI CAMPO

1. Riconosciuto che arbitri e ufficiali di campo svolgono un ruolo essenziale al corretto svolgimento delle gare, gli allenatori di APG si impegnano ad assumere comportamenti attivamente collaborativi, che contribuiscano a mantenere il più possibile un clima sereno tra tutte le componenti (giocatori, allenatori, dirigenti, arbitri e ufficiali di campo) che operano durante una partita di pallacanestro, al fine di facilitare la piena espressione delle proprie potenzialità da parte dei protagonisti, ovvero i giovani atleti e atlete.

2. È compito dell’allenatore accettare e contribuire a fare accettare ai propri giocatori e dirigenti le decisioni di arbitri e ufficiali di campo, senza per questo rinunciare a chiedere opportuni chiarimenti nei modi e tempi opportuni, evitando in ogni modo atteggiamenti che alimentino ingiustificatamente la tensione e provochino contestazioni violente. Mantenere un comportamento sportivo non significa rinunciare a difendere i propri diritti legittimi.

RAPPORTI CON DIRIGENTI DI SOCIETA’

1. In ossequio agli impegni contrattuali (verbali o scritti che siano) presi all’atto dell’incarico ricevuto dalla società, l’allenatore si impegna a mantenere un comportamento di piena collaborazione al fine di perseguire gli obiettivi societari che siano stati concordati in modo chiaro e trasparente.

2. Per altro si riconosce che l’allenatore di settore giovanile dovrebbe assumere il ruolo di promotore dell’attività all’interno del proprio club, ruolo da espletarsi proponendo iniziative, elaborando progetti, mettendo insomma a disposizione della propria società tutte le competenze professionali che possano contribuire al miglioramento dei giocatori e alla valorizzazione e sviluppo dell’attività giovanile.

RAPPORTI CON FAMILIARI DI GIOCATORI E GIOCATRICI

1. Comunicare con i familiari dei giovanissimi e degli atleti in generale è fondamentale per renderli partecipi del processo di crescita sportiva che si cerca di realizzare, occorre però prestare particolare attenzione quando si parla di problemi di crescita, problemi psicologici e quanto altro attinente ai loro figli.

2. Operare affinché i familiari si astengano da polemiche prima durante e dopo la gara in quanto sarebbe una cattiva lezione per il figlio, oltre che controproducente per la squadra e per la società.

3. Nei rapporti con i familiari , l’allenatore associato è tenuto ad usare misura e cautela quando è chiamato ad esprimere giudizi, nè creare attese ingiustificate sul futuro dei giovani, ma neppure disincentivarne gli interessi e la passione.

RAPPORTI CON ORGANISMI ED ENTI RICONOSCIUTI

1. Coloro i quali aderiscono ad APG sono tenuti al rispetto delle norme i regolamenti vigenti presso l’Ente (federale o di promozione sportiva) presso il quale sono eventualmente tesserati.

2. Gli associati si impegnano a partecipare , nei limiti delle possibilità personali, alla vita associativa dell’eventuale Ente per cui siano eventualmente tesserati, assumendo comportamenti positivi e propositivi finalizzati al costante miglioramento e progressivo sviluppo della pallacanestro giovanile.

RAPPORTI CON ORGANI DI INFORMAZIONE

1. L’obiettivo di dare visibilità alla pallacanestro giovanile è comune a tutti gli associati dell’ APG, da ciò nasce l’importanza di avere grande disponibilità verso i mezzi di informazione, aprendo efficaci canali di comunicazione con gli organi di stampa del territorio in cui si opera.

2. Si evidenzia la necessità di prestare attenzione al rischio di fraintendimento o strumentalizzazione delle proprie parole, evitando in ogni modo di alimentare polemiche o rilasciare dichiarazioni lesive nei confronti di terzi