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La commissione tecnica dell’APG ha deciso di assegnare il Premio PAPO 2010 a :

Paolo Sfriso

Il premio è stato consegnato domenica 2 Maggio, a Rimini, in occasione del 4° Memorial Papini.

Da sempre Paolo Sfriso interpreta il ruolo di allenatore giovanile come colui che realmente si mette al servizio dei giovani favorendone la crescita e la formazione.
Un allenatore che ha fatto dell’umiltà e del semplice uso del buon senso i compagni di una carriera di allenatore che lo ha visto protagonista nelle società nelle quali ha lavorato senza mai aver bisogno della vetrina, operando con dedizione, sempre disponibile al confronto e con una profonda conoscenza sia della pallacanestro ma soprattutto del mondo giovanile.

Bruno Boero su PAOLO SFRISO

Quando capitai il primo giorno a Treviso, nella primavera del 1990, con un quadriennale come responsabile di uno settori giovanili più prestigiosi d’Italia, ebbi una gran fortuna: quella di incontrare sulla mia strada una persona veramente speciale, un giovane uomo allora ventisettenne già molto capace, caparbio il giusto, e disposto a mettersi in discussione con quell’umiltà che ti porta a progredire continuamente.

La Sua capacità di analisi si dimostrava eccezionale: ovviamente parlo di Paolo Sfriso, uno degli allenatori più capaci e più votati al variegato mondo del settore giovanile che io abbia mai conosciuto.

Credo che dalla Sua Famiglia abbia ereditato la capacità didattica rigorosa, dagli allenatori con cui ha lavorato ha tratto la fermezza del proprio metodo, dall’ambiente circostante gli spunti e la gioia di lavorare in amicizia ogni giorno in palestra, sempre pronto a cogliere le sfumature dei comportamenti e degli atteggiamenti dei singoli e della mentalità delle Sue squadre.

Ha scoperto, allenato, formato una moltitudine di giocatori importanti non solo per il Suo club ma anche per la nazionale italiana (cito in ordine sparso : Scarone, Marconato, Chiacig, Vanuzzo, Carraretto, Gatto, Basei…).
E la formazione dei giocatori di cui sto parlando non è stata solamente tecnica, ma soprattutto umana; il rapporto che Paolo sa instaurare con i propri giocatori è veramente speciale e di perfetto equilibrio: necessario e sufficiente, sobrio in campo e fuori campo. E’ un rapporto di stima e di aiuto. Gioisco per il riconoscimento che Paolo riceve oggi, il Premio Papo 2010, ma in una mia speciale classifica egli rimane il “Seminatore d’oro” degli anni ’90. In un mondo di piena crisi come il nostro, e sempre alla ricerca dei veri Maestri, è già molto che pochi e tardi li sappiano riconoscere, per additarli come esempi da seguire.

Bruno Boero