Project Description

La commissione tecnica dell’APG ha deciso di assegnare il Premio PAPO 2009 a :

Cesare Covino

Sarà Carlo Recalcati a consegnare, il 2 maggio, a Rimini il Premio PAPO 2009 a Cesare Covino. La consegna avrà luogo durante il Clinic organizzato in occasione del Torneo giovanile “Memorial Papini”, presso il Palasport Flaminio con inizio alle ore 9.30 (relatori Bernardi,Taurisano e Ticchi).

Chi è Cesare Covino:

Ha lo spirito e l’entusiasmo di un ragazzo, il vulcanico Cesare.

L’anagrafe registra 1946 come anno di nascita, ma per l’entusiasmo che ha in palestra sembra un ragazzino.
Le molteplici attività che lo vedono coinvolto sono tante:
Cesare ha iniziato ad Ischia negli anni ‘70 con i bimbi della sua scuola; Non avendo materiale a disposizione, inventava giochi e gare utilizzando sturalavandini, mazze di scope oppure oggetti che i bimbi potevano reperire a casa.
Alla mancanza di una palestra sopperiva usando come campo il parcheggio auto antistante la scuola, dove si era costruito 2 canestri.
Con il suo trasporto ha coinvolto colleghi ed istituzioni riuscendo così ad ottenere la palestra.
Diventa istruttore minibasket nel 1976, iniziando il percorso che lo vede Istruttore nazionale minibasket, Formatore nazionale minibasket, Allenatore di base FIP.
Ma non finisce qui, Cesare diventa anche istruttore di badminton, e collabora con il CONI come istruttore nei centri di avviamento allo sport.
E’ un esperto di attività motoria infantile, soprattutto riguardo all’inserimento dei disabili attraverso il minibasket.
Allievo di Maurizio Mondoni è stato formatore nei corsi per Istruttore minibasket nei quali riusciva a trasmettere tutto il suo amore per il gioco e le sue esperienze di maestro elementare.
Cesare è sempre stato un allenatore-educatore per i suoi ragazzi e per i giovani allenatori che ha formato, insegnando la competizione insieme alla lealtà sportiva.
Nel suo centro i ragazzi down giocano a basket insieme a tutti gli altri e si sentono accettati prima dal “maestro” e poi da tutti i compagni che con il suo esempio hanno imparato a riconoscere ed accettare qualsiasi tipo di diversità.
Alla passione per la pallacanestro ha affiancato un forte impegno nel sociale: Cesare è ideatore, organizzatore, coordinatore e direttore di una serie di manifestazioni:

  • “Vacanza basket” 25 edizioni dal giugno 1983:
    o una settimana all’anno di allenamenti e gare con coaches e giocatori di serie A per ragazzi e ragazze;
  • “Natale sotto canestro” 20 edizioni dal Natale 1988:
    o festa di Natale in palestra con presepe vivente estemporaneo del minibasket con zampognari veri, Babbo Natale e Befana;
  • “La lunga notte del basket e del minibasket”:
    o dal 30 aprile 2001 9 edizioni dalle 6 della sera alle 8 del mattino (… e alle ore 3 “gara delle bombe da 3 : le uniche bombe che vorremmo fossero scagliate nel mondo!
  • “Notte di San Lorenzo”:
    o “basket e minibasket sotto le stelle” dal 10 agosto 2004, 5 edizioni.

Dall’anno sportivo 2002-2003 le suddette manifestazioni vengono effettuate a favore di trame africane ONLUS, Machaka e Mbulungu Project, associazioni benefiche che hanno consentito di adottare interi villaggi e che lo vedono coinvolto con Pasquale Coppola, Armando Andreoli, Salvatore Esposito, Cristiano Masper, Marco Bonamico, Nino Pellacani, Mason Rocca, Enzo Esposito, Mimmo Morena, Walter Magnifico, Pino Corvo e tanti altri WWW.TRAMEAFRICANE.ORG

Maurizio Massari su TAU, CESARE e PAPO

Non avevo mai avuto l’occasione di conoscere Cesare Covino; non avevo mai avuto l’opportunità di ascoltare Arnaldo Taurisano…

Se non fosse stato per APG, e per l’impegno messo due anni or sono a fare, nei limiti del possibile e del sostenibile, ciò che era nelle mie capacità per sostenere questa coraggiosa associazione, beh, mi sarei “bruciato” in un sol colpo due interessanti opportunità di migliorarmi. Non sarei mai andato a Rimini per il clinic, avendo già abbondantemente superato il quorum dei crediti, se non ci fosse stata la necessità di rappresentare l’associazione e di essere il supporto logistico di Cesare alla sua presenza per la consegna del premio Papo 2009. Questo mi avrebbe irrimediabilmente impedito, per pigrizia, di assistere ad un clinic molto, ma molto stimolante, e parimenti, di conoscere due persone davvero speciali…

Sto portando Cesare al Guglielmo Marconi di Bologna per il suo volo di rientro ad Ischia; il suo telefono è bollente… lo chiamano tutte le persone, amici di basket, che, increduli, hanno saputo della sua presenza in Emilia-Romagna, anche solo per poche ore, e vorrebbero vederlo, incontrarlo almeno per qualche minuto… Cesare sente Franco Regno, giocatore Virtus degli anni ’70… “Franco, sono qua a Bologna… ….dimmi dove che vengo al volo”, la sua risposta… Ci troviamo ad un’uscita della tangenziale, Franco, mai visto prima, è davvero felice di incontrare l’amico Cesare: “Porto io Cesare all’aeroporto, così ameno facciamo due chiacchiere…”

A Rimini, finito il clinic, eravamo stati ospiti a pranzo della straordinaria accoglienza di Paolo Carasso e dell’IBR; nel congedarci sono andato a stringere la mano a coach Taurisano: “mi scuso, coach, di essere troppo giovane e non aver avuto mai opportunità di poterla seguire quando era in attività… però tenevo a ringraziarla per quanto ci ha detto oggi…” Cose semplici ma essenziali: la storia del Papo, come l’aveva conosciuto e scoperto come geniale istruttore di basket, infine portato a Rimini a fare ciò che ha fatto…

Il Tau vedendomi ragazzo, quasi si schermiva; non sa, ma neanche deve sapere, che ho 25 anni di basket sulle spalle, e che Claudio, quando davvero era il “Papo”, beh, a Claudio ho giocato contro per diversi anni: dall’88-89 al 91. Io ero prima a Modena e poi a Imola, e lui allenava la squadra dei Mayers, Ferroni, Semprini, Ruggeri, Morri ed anche tanti altri. Che partite fantastiche! Il talento era il protagonista del gioco, ed io ero rapito da questo signore schivo ma disponibile, austero ma geniale, che quando gli si chiedeva cosa facesse per avere giocatori così rispondeva: “Niente di ché, sono solo un ferroviere in pensione…” Ho inseguito il suo mito per anni senza mai raggiungerlo, fino a che Claudio, in sordina come è sempre stato nel suo modo di essere, non se n’è andato…

Poi, come già mi è capitato di dire per un altro “gigante”, Bruno Boero, ho avuto la fortuna di incontrare tecnicamente il Papo dalla “porta di servizio”: era il 2003 e Paolo Carasso, da sempre il “delfino” di Claudio, mi chiamò per dirmi… “Maurizio, mi serve un buon istruttore per il lavoro estivo; c’è da venire a Rimini per 5 settimane di seguito, te la senti? Papo credeva in questo tipo di lavoro ma non è mai riuscito a realizzarlo, vorremmo farlo ora…” Volai, e per 6 anni grazie a Paolo e all’amico Max Intorcia (l’altro assistente storico di Papo, ora responsabile tecnico dell’IBR) ho potuto riprendermi tutta l’esperienza tecnica di Claudio che, ai tempi, l’anagrafe (ed anche l’arroganza giovanile) mi avevano negato. Grazie Papo, grazie Tau, grazie Cesare. Se oggi c’è basket è anche, e molto, grazie a voi!!!